E DI EMPOLI TUTTO QUELLO CHE C’È DA SAPERE

E di Empoli. Per scandire le lettere di una parola quasi sempre alla lettera E si associa la città di Empoli. Ma dove si trova Empoli? Cosa c’+ da vedere a Empoli? Qual è la sua storia? Con questo articolo vogliamo raccontarvi cosa c’è dietro la famosa E di Empoli.

Empoli è una città che si trova praticamente al centro della Toscana, in provincia di Firenze, nella pianura dell’Arno, sulla riva sinistra del fiume alla confluenza del fiume Elsa. Le colline intorno formano insieme ai due fiumi la cosiddetta Val d’Elsa.

Oltre al capoluogo, ricco di attività commerciali e di servizi, ci sono nel comune altri 12 centri, di cui uno Pontorme ha dato i natali al pittore Pontormo. Per la fertilità del suo territorio già dal XVI secolo questa area toscana era conosciuta come il granaio di Firenze, grazie alle facili comunicazioni di grandi arterie stradali e per le manifatture che fiorirono (tessili, delle vetrerie, delle paste alimentari, dei fiammiferi),

Ci troviamo in uno dei centri più fiorenti della Toscana e uno dei suoi principali mercati. La città è di origine antica e si è notevolmente sviluppata dalla metà del XVIII secolo, in cui contava poco più di abitanti racchiusi nelle sue antiche mura. Oggi conta quasi 50.000 abitanti e ha un carattere moderno con vie e piazze fiancheggiate da belle chiese e pubblici edifici. Ci sono scuole secondarie classiche e tecniche, servizi e diverse istituzioni educative, ospedaliere e assistenziali.

empoli-toscana-giro-centro-storico

Cosa vedere a Empoli

La prima cosa da vedere è sicuramente la Collegiata di S. Andrea, la cui fondazione risale al 1093, che conserva la bella facciata in marmo bianco e verde di Prato, restituita in parte alla sua forma originaria tra il 1911 e 1912 dall’architetto G. Castellucci col ripristino del frontespizio e della finestra.

L’interno fu trasformato nel 1738 da Ferdinando Ruggeri che lo ridusse ad una sola navata. Nella cappella battesimale vanno ricordati: il fonte del 1447 e l’affresco con la Pietà di Masolino da Panicale. Quest’opera è diventata l’ispirazione per un artista contemporaneo di rilievo internazionale, Bill Viola, che qui ha realizzato la sua opera “Emergence”.

E DI EMPOLI TUTTO QUELLO CHE C'È DA SAPERE

Accanto alla Collegiata è possibile visitare una Galleria artistica, il Museo della Collegiata, dove si conservano capolavori come il S. Sebastiano in marmo di Antonio Rossellino insieme a pitture di Lorenzo Monaco, Bicci di Lorenzo, Francesco Botticini, Cigoli, Empoli e di molti altri. La chiesa di S. Stefano possiede oggi una lunetta a fresco di Masolino: la Madonna con due angeli e nella Compagnia della Nunziata due statue marmoree dell’Annunziazione di Bernardo Rossellino.

La chiesa della Madonna del Pozzo si presenta con un elegante loggiato e un tempietto ottagonale, eseguiti nel 1621 da Andrea Bonistalli. Altre 0pere d’arte si trovano nelle chiese di S. Maria a Ripa e S. Michele a Pontorme. Notevole anche la vicina chiesa romanica di Monterappoli, di un lombardo maestro Bonseri (del 1165).

Cosa fare a Empoli?

Un viaggio qui in Toscana è sicuramente uno degli itinerari più classici, sia perché è una delle regioni più belle d’Italia dal punto di vista paesaggistico, sia per le mete d’arte che attirano milioni di turisti ogni anno, dalla grande città al piccolo borgo medioevale. Se vuoi sapere cosa fare a Empoli ecco l’articolo che fa per te.

ARTEMPO_MANIFATTURE_DESIGN_SPEDIZIONE_GRATUITA_EMPOLI

La Storia di Empoli

Nei dintorni della località in cui è oggi Empoli si contavano già nell’alto Medioevo ben trenta tra chiese e cappelle, quattro delle quali contigue a un castello chiamato, in documenti del sec. VIII o in altri poco posteriori, Empolum o Empolis o Imporis, nel luogo detto anche oggi Empoli vecchio, un miglio a ponente dell’attuale città. Il territorio, almeno nel sec. XI, dipendeva feudalmente dai conti Guidi. Nel 1119, la contessa Emilia, moglie di Guido Guerra, nell’investire della prepositura della pieve di S. Andrea il prete Rolando, stabiliva che intorno a quella pieve, cui venivano sottoposti i beni di quindici chiese vicine, dovessero stabilirsi quanti abitavano nei castelli e nei luoghi d’intorno.

I suoi abitanti dovettero godere una certa autonomia e forse ebbero regolari magistrati; e dovettero conservarli anche quando, nel febbraio 1182, giurarono fedeltà al comune di Firenze. Rimasero però in una certa dipendenza feudale dai conti Guidi, confermata dallo stesso strumento del 1182, finché i Fiorentini, tra il 1255 e il 1273, non riscattarono ogni diritto di quella famiglia sul territorio empolese, stabilendo così il loro dominio incondizionato su quella terra. In quanto luogo centralissimo della Toscana, si tennero convegni tra i rappresentanti di Firenze e di altri comuni per stabilire leghe offensive e difensive, nel 1254, nel 1295 e nel 1312 contro Arrigo VII; fino al famoso congresso ghibellino del 1260, dopo la battaglia di Montaperti, dove Farinata degli Uberti impedì la distruzione della guelfa Firenze.

Nel Rinascimento

Nei secoli XIV e XV Empoli subì più volte le scorrerie prima di Castruccio, poi dei Pisani, dei mercenarî a servizio dei Visconti, e infin nel 1501 del Valentino. E Firenze, conscia dell’importanza strategica del luogo, ricostruiva immediatamente le mura distrutte nel 1333 da una piena d’Arno e infine nel 1487 dava forma definitiva alle fortificazioni e alla cinta murata.

Nel 1530 il Ferrucci fece Empoli centro della disperata difesa del contado contro le milizie imperiali venute a riporre in Firenze i Medici; col suo eroismo permise per più mesi il rifornimento della capitale, finché, assentatosi per liberare Volterra, Andrea Giugni e Piero Orlandini non fecero cadere la terra nelle mani degl’imperiali. La città fu posta a sacco; da quel momento la sorte di Firenze fu decisa. Empoli fu uno dei centri della reazione antifrancese del 1799, e, nel 1814, il preposto della Collegiata, Del Bianco, soffrì deportazione e prigionia in Corsica per aver rifiutato obbedienza a un arcivescovo di Firenze eletto da Napoleone contro la volontà del pontefice Pio VII.

Bibl.: L. Lazzeri, Storia d’Empoli, Empoli 1873; O. H. Giglioli, Empoli artistica, Firenze 1906; G. Bucchi, Guida d’Empoli illustrata, Firenze 1906; C. Roth, L’ultima Repubblica fiorentina, Firenze 1930; A. Valori, La difesa della Repubblica fiorentina, Firenze 1930, cap. VI; Repetti, Dizionario della Toscana, sotto le voci Empoli e Empoli vecchio; P. Toesca, Storia dell’arte italiana, I, Torino 1927, pagine 546 segg., 566, 1144.

Carrello
Torna in alto